martes, abril 14, 2015

dirty mind


martes, abril 07, 2015

danza cannibale

Una estupenda noticia: el poeta y traductor italiano Lorenzo Mari, escribe un articulo en la revista "Carteggiletterari" en el que pone en diálogo una de nuestras "Danzas Caníbales" con un poema de Roberto Carifi, en torno al mito de Europa. Evidentemente, está todo en italiano, pero se entiende razonablemente bien.


Danza cannibale #6

Vieni, europa, e togliti quel vestito
La tua cappa di gemme sanguinanti
La tua corona e i tuoi sporchi fard

La tua tunica i tuoi stivali la tua schifosa
Cravatta di banconote e crostacei
I tuoi diademi ripieni di gasolio

L’europa punta con i suoi cannocchiali
E vede solo quel che resta di una festa
Di specchietti e pozze e cadaveri

L’europa ha raccolto la sua enorme coda
Di animale immaginario ed è l’europa
Un virus un fucile e una baracca

L’europa è un ippodromo vuoto
Si fa la doccia si profuma e continua a odorare
Di sterco di soldi e di sfratto

L’europa brinda con il vaticano
Agita le sue bandiere gli scalda l’acqua
Poi cambia le sue fiches con i soldi

L’europa è sempre fango ed è sempre latte
L’europa è sempre ferro ed è sempre ruggine
L’europa è sempre maschio e non è mai femmina

L’europa è un macellaio e squarta
Un piccolo agnello di plutonio
Mentre pulisce il suo pugnale nell’atlantico

È un pesce che visita l’ospedale
È un triangolo pieno di statistiche
È un rospo che gracida a un aereo

Il mio pane è una daga
Una fiera senza denti un’arteria
Ove a malapena fluisce la memoria

L’europa è una chiesa pancia a terra
Un nano con il culo di un gigante
Un dolce che si raffredda nella spazzatura

È una sfera di pietra è una raffica
Di forte vento nell’ulster e un topo
Con tre occhi che geme a istanbul

Il mar morto la spaventa e il suo linguaggio
Le sembra una vecchia canzone una stalattite
Per questo guarda il cielo e non risponde

L’europa non è l’europa è un esagono
Un tumore un merlo un cane sporco
L’europa è l’immondizia di un’altra europa

Non voglio essere europa e nemmeno che l’europa
Mi reclami mi lecchi e mi stringa
Non voglio essere europa né poeta

E qui chiudo la bocca e ora taccio:

Non voglio essere l’europa se non sono stato
Pecora che sgozza il suo pastore.

(Trad. de Lorenzo Mari)

alegrías del incendio